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COMUNIONE DEI BENI
comunione de residuo
Se è vero che la comunione dei beni ha lo scopo di sancire una piena parità tra coniugi, in relazione anche al lavoro casalingo, è altrettanto vero che questo non deve andare in pregiudizio alla libertà economica di ciascuno.
Pertanto è stata istituita la comunione de residuo.
Con questa, il coniuge che svolga un lavoro retribuito o abbia un'entrata patrimoniale derivante dai beni personali (esempio: l'affitto di una casa ricevuta in eredità), può, una volta adempiuto l'obbligo di contribuzione nei confronti della famiglia, spendere quei soldi come meglio crede.
Sarebbe senz'altro sbagliato obbligare un coniuge a versare tutto quanto in comunione dei beni, senza permettergli per esempio di decidere se prendere un taxi, o comprarsi una camicia firmata, o andare dal parrucchiere.
Ma se con quei soldi il coniuge acquista partecipazioni societarie?
Il punto diventa allora la protezione della comunione dei beni.
Infatti la qualificazione nel senso di comprendere tali partecipazioni o meno all'interno della comunione sarà data dalla sicurezza dell'investimento.
Curiosità: è possibile chiedere la separazione giudiziale dei beni, nel caso in cui si ravvisi una gestione sconsiderata della comunione.
In Francia è addirittura prevista un'azione di frode nei confronti del coniuge per la cattiva gestione dei beni personali.
comunione dei beni . it
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